Articolo pubblicato anche su diarioromano.it

Sempre più disagi per i pendolari della ferrovia ex concessa Roma Nord alle prese con continui ritardi e cancellazioni e zero informativa agli utenti nelle stazioni.

La recente fotografia scattata dal Rapporto Pendolaria di Legambiente, mostra come tante aree urbane siano ancora vittime di traffico e inquinamento per i numeri record di veicoli privati in circolazione (666 auto ogni 1.000 abitanti in media in Italia, il 30% in più rispetto alla media di Francia, Germania e Spagna), e di danni alla salute da smog, con oltre 50.000 morti premature dovute all’inquinamento atmosferico.

In questo quadro il trasporto pubblico veste un ruolo di principale attore purtroppo con tutti i suoi limiti e con tutti i mancati investimenti che nel corso degli ultimi 10 – 15 anni sono mancati specialmente nel Lazio sia dalla Regione Lazio che dal Comune di Roma.

Ne è un esempio la ferrovia Roma Nord. Lungo la tratta ferroviaria conosciuta come Roma Nord (la ferrovia Roma Civita Castellana Viterbo) dopo anni e anni di inqualificabile peggioramento del servizio, si è arrivati al disastro per questa linea ex-concessa, che avrebbe dovuto cambiare volto con il passaggio di gestione a Cotral ed Astral.

Si continua ad assistere a vari stop al servizio a cui si affianca un cantiere pensato per fluidificare e mettere in sicurezza tutta la tratta, ma che nei fatti non è mai iniziato. La linea si snoda per 101,9 km, suddivisi in 12,5 km di servizio urbano e i restanti 89,4 km di servizio extraurbano, con 35 fermate e un tempo di percorrenza previsto di 22 minuti per la tratta urbana e di 155 minuti per quella extraurbana.

Lunghe ed estenuanti le attese in banchina e il sovraffollamento sui pochi treni a disposizione ed ecco i disservizi rilevati nel corso del mese di febbraio 2024:

265 corse urbane soppresse pari al 7% del totale servizio previsto ma con le restanti corse erogate che registrano ben 4.267 minuti di ritardo nel mese (parliamo del 25,4% delle corse erogate);

25 le corse extraurbane soppresse, pari al 4% del totale pianificato che già risultano insufficienti a coprire le esigenze del quadrante a Nord di Roma e ben 1.547 minuti di ritardo nel mese sulle poche corse erogate (anche qui un 25,9% delle corse effettuate).

Con questo tipo di servizio non potremo che assistere ad una continua diminuzione di pendolari che usufruiranno dei treni scegliendo la macchina come unica alternativa per recarsi in città per lavoro e/o studio.

Del resto di treni nuovi non se ne parlerà prima della metà del 2025, quelli attuali continuano a dare problemi e con oltre trent’anni di servizio hanno fatto la storia della ferrovia mentre dei due treni Alstom andati in revisione generale più di due anni fa, ancora non si hanno notizie sul loro rientro.

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