Dopo l’apertura della stazione Colosseo Metro C a dicembre 2025, com’è ovvio e naturale, è partita la grande macchina della propaganda per esaltare i grandi successi ottenuti. Peccato che a guardar bene i numeri che lo stesso Comune ha diffuso, sembra di essere di fronte più ad un flop che ad un “boom”.

È fuori discussione che Colosseo sia la stazione Metro più bella di Roma e che sia molto attrattiva da un punto di vista museale. Ma sotto il profilo funzionale, ovvero dal punto di vista dell’obiettivo per cui la stazione è stata costruita, i numeri fanno raggelare.

Il Comune dichiara circa 364mila accessi nel primo mese (in proiezione: 4,3 Milioni/anno, ma verosimilmente destinati a diminuire di almeno un 20%), aggiungendo che “oltre la metà sono rappresentati da abbonati che quindi utilizzano il proprio tempo libero per visitare la stazione”. Questa improvvida affermazione fa temere che ben presto la stazione cadrà in un semi-oblio dal punto di vista dell’interesse museale, come successo per qualsiasi altra stazione-museo, mentre qualcuno dovrà continuare a sostenere gli enormi costi di manutenzione e sorveglianza per gli anni a venire. Provate ad indovinare chi, alla fine, pagherà tutto questo.

Colosseo Metro C si colloca per adesso al 13° posto, come numero di passeggeri, rispetto alle altre stazioni.

Quanto detto per la stazione Colosseo è un frammento di una più ampia discussione su un tema ignorato ai piani alti, ma su cui invece andrebbero fatte analisi approfondite, considerate le enormi implicazioni economiche e sociali che il tema ricopre.

Lasciamo parlare i numeri.

Nel 2010 non erano ancora state aperte né la Metro B1 né la Metro C, e l’intera rete metropolitana consisteva di soli 36,6 km. ATAC conteggiò 345 Milioni di passeggeri in tutto l’anno.

Nel 2024 l’intera rete metropolitana era arrivata a 59,4 km (+62% rispetto al 2010), ma ATAC ha conteggiato sulle 3 linee solo 173 Milioni di passeggeri, ovvero il -50% rispetto al 2010. Nell’anno 2019 pre-pandemia, a parità di rete, i passeggeri furono comunque solo 209 Milioni, il -40% rispetto al 2010.

Sono numeri allarmanti che evidenziano una vera e propria fuga dal trasporto pubblico, nonostante l’ampliamento della rete del +62%, e di un aumento del servizio del +16% di km percorsi dai treni.

Tutto il sistema del trasporto pubblico ha costi colossali che pesano nelle tasche dei contribuenti, è abbastanza inutile continuare a investire Miliardi di euro se poi questo si traduce in risultati addirittura fallimentari.

È quindi necessario e urgente capire se gli investimenti vengono fatti in linea con i bisogni e le aspettative dei cittadini, e correggere immediatamente la rotta, per fermare la perdita di passeggeri e puntare ad una progressiva fidelizzazione, in linea con le tanto declamate politiche “green”.

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