ATAC festeggia un altro Bilancio in positivo (0,3 MLN€). Ma vediamo com’è andato realmente il servizio lato utenti.
Bus, filobus, tram e Metro nel 2025, anno del Giubileo, hanno svolto un servizio complessivo di 136,6 MLN_km, in linea con la previsione fatta ad inizio dell’anno scorso dall’Associazione TUTraP_APS. L’Associazione non ha la sfera magica né vanta geni nel calcolo probabilistico, qualcuno in Campidoglio dovrebbe spiegare come mai il risultato è stato quello previsto, e non quello più alto di 148 MLN_km che fissava il contratto.
Il miglioramento nel 2025 è stato solo di un +4,4% rispetto l’anno precedente, a fronte di un obiettivo del +13% e nonostante un ricorso ai subaffidi a privati quasi raddoppiato (+86%). La media di servizio negli anni dell’attuale Amministrazione (2022-2025) è stata inferiore al periodo dell’Amministrazione precedente (2017-2021). Di poco, ma tant’è. Di seguito quanto svolto da ATAC in base alla tipologia di servizio.
Autobus: servizio ATAC al 91% circa dell’obiettivo, a cui si aggiunge un +5% di subaffidi e un +2% di servizi per il Giubileo. La grossa criticità resta la qualità del servizio relativamente al rispetto delle frequenze e degli orari di passaggio, e l’affidabilità del monitoraggio GPS. Dai report ATAC i km dei bus contabilizzati con il sistema GPS/AVM risultano mediamente l’88%, troppo poco. L’affidabilità del monitoraggio deve essere superiore al 95%, ed è anche essenziale per il buon funzionamento del MaaS, il progetto sul quale si stanno investendo vari Milioni€ di fondi pubblici.
Nel grafico sotto i km effettuati dai bus ATAC, inclusi i km delle navette sostitutive al posto di tram, Metro, e ferrovie ex-concesse, ma senza i subaffidi a privati. È abbastanza evidente la diminuzione della capacità di servizio rispetto al passato, anche recente.

Filobus: un vero e proprio fallimento, solo al 43% dell’obiettivo fissato dal Contratto. Non si sa in base a quali considerazioni il Comune aveva previsto un considerevole miglioramento, con l’attivazione dei filobus anche sulle linee 72 (da aprile) e 73 (da febbraio), ma tutto questo non è avvenuto. C’è stato anzi un peggioramento rispetto l’anno precedente. Non sembra esserci un grande futuro per i filobus a Roma.

Tram: servizio dimezzato (54%) rispetto l’obiettivo del contratto, compensato in parte da navette sostitutive bus di cui sopra. Nonostante diversi anni di propaganda da parte del Comune, non si vedono ancora risultati, e il servizio è addirittura ai minimi storici. Nessuna nuova tramvia è stata completata, resta in un limbo indefinito la realizzazione della tramvia Termini-Vaticano-Aurelio (TVA). Sparito dalle cronache l’Archeotram, che doveva partire entro la Pasqua del 20 aprile 2025. Il tram 19 non tornerà più al capolinea di Piazza Risorgimento. Ci sono state e continuano numerosissime limitazioni ed interruzioni del servizio per molteplici motivi e per durate variabili. Un tram della linea 8 è deragliato (in gergo tecnico “sviato”) il 27 giugno 2025. Tutte criticità che pongono un serio interrogativo sui tram come futuro per Roma.

Metro A: servizio al 95% circa rispetto l’obiettivo del Contratto, ma comunque inferiore agli anni pandemici 2020-2021, continua ad essere interessato da una certa irregolarità delle frequenze di passaggio, vari ascensori e scale mobili fermi sia per manutenzione che per mancanza personale ATAC, tornelli guasti, problemi ai lettori di card, diverse stazioni ancora fatiscenti, oltre ad altri fattori rilevanti che influenzano negativamente la percezione del mezzo, come scippi, borseggi e risse. Dal 2022 sono in corso le revisioni ai treni, in forte ritardo sul cronoprogramma, e proseguiranno ben oltre il 2028. Per superare il Giubileo il Ministero ha concesso delle proroghe, che prima o poi scadranno progressivamente, facendo temere una riduzione del servizio già dal 2026 e per un lungo periodo.

Metro B: servizio all’88% circa rispetto l’obiettivo del contratto, e anche di molto inferiore rispetto ad anni precedenti. Doveva entrare in servizio il 1° dei nuovi treni Hitachi ordinati (per ora 14, su un “contratto quadro” che prevede la possibilità di acquistarne fino a 36), ma se ne riparlerà probabilmente verso fine 2026. I nuovi treni andranno prioritariamente a sostituire i vecchi convogli del 1990, privi di condizionamento e rumorosi. Non si prevedono quindi tangibili miglioramenti per il 2026.

Metro C: servizio solo al 72% dell’obiettivo riportato nel Bilancio (difforme dal contratto). Nelle intenzioni del Comune dovevano esserci strabilianti miglioramenti nel triennio 2025-2027, il servizio invece è addirittura peggiorato. Non c‘è da aspettarsi grandi miglioramenti nel 2026 perché sui treni sono in corso le revisioni a rotazione, mentre i nuovi treni inizieranno ad entrare in servizio presumibilmente non prima del 2028.

Biglietti e abbonamenti: maluccio gli incassi dalla vendita dei titoli di viaggio, non è stato raggiunto l’obiettivo prefissato mancando all’appello quasi 40 Milioni€. Le vendite restano sotto tutto il periodo pre-pandemia. Volendo stimare un indice di “fidelizzazione” basato sui soli abbonamenti (escludendo quindi i biglietti, comprati da utenti occasionali e turisti), l’incremento rispetto all’anno precedente è stato solo di un +1%.

CONCLUSIONI. Quello che doveva essere l’ “anno uno della mobilità” è stato piuttosto un altro anno zero. Oltre ai Grandi Eventi Giubilari, Roma sta vivendo un periodo di enorme afflusso turistico, ed il trasporto pubblico risulta inadeguato alle esigenze della città. Il numero di autovetture private a Roma è aumentato di 184mila autovetture dal 2021 al 2025 (dati ACI), pari a un mostruoso +11% in soli 4 anni.
Non ci sono segnali che possano far pensare ad un miglioramento nell’immediato futuro, ed il 2026 si prospetta un anno addirittura sotto-zero. Difficile capire il criterio con cui il Comune ha fissato per ATAC degli obiettivi che appaiono del tutto irraggiungibili, come si può vedere dal grafico sotto.
Sembra ormai inevitabile intraprendere la strada della messa a gara di tutto il servizio di trasporto pubblico, suddividendolo in vari lotti, come peraltro sta già facendo il Comune di Milano, e come hanno già fatto diverse altre città in Italia.


