Chiusa la porta Santa, finito il Giubileo 2025 con il motto “Pellegrini di Speranza”, è tempo di bilanci.

L’Associazione Tutela Utenti Trasporto Pubblico (TUTraP-APS), dopo ricorso al Difensore Civico, ha ottenuto i report mensili sul servizio bus, tram e Metro di ATAC relativi ai mesi fino ad agosto 2025. Sulla base di questi dati parziali, si possono fare delle prime stime provvisorie per il 2025.

Nel complesso il servizio è arrivato a circa il 90% dell’obiettivo del contratto. Trattandosi di una percentuale media, significa che in ora di punta nei giorni lavorativi il servizio può essere stato anche molto inferiore.

Ad inizio 2025, senza ancora alcun dato a disposizione, ma basandosi solo sulle potenzialità di ATAC, TUTraP-APS aveva stimato un servizio complessivo di 136 Milioni di km. I dati reali fino ad agosto confermano questa stima, ed in previsione il 2025 dovrebbe chiudersi intorno a 134 MLN_km, un risultato molto più basso dei 148 MNL_km richiesti dal contratto con il Comune.

Rispetto al 2024, il miglioramento è stato solo di un +2% circa, ma il livello resta inferiore agli anni della pandemia 2020 e 2021. Un servizio inadeguato alle esigenze di un anno giubilare.

Facendo una proiezione in base alla tipologia di servizio, di seguito quanto svolto da ATAC.

Autobus: servizio al 95% dell’obiettivo, grazie anche al ricorso ai subaffidi e al potenziamento per il Giubileo. Resta comunque inferiore al servizio del 2021 di un significativo 4% circa. Per il Giubileo si poteva fare di più. Tre bus sono andati distrutti dalle fiamme, uno -in base al comunicato stampa ATAC- in seguito all’incendio della batteria di un monopattino elettrico a bordo, un altro per motivi da chiarire, era un bus ibrido nuovissimo, appartenente ad un lotto poi richiamato dal costruttore per aggiornamento tecnico.

Filobus: servizio al 42% dell’obiettivo. Secondo le intenzioni del Comune doveva migliorare ma invece è addirittura peggiorato rispetto al 2024. Era prevista l’attivazione dei filobus anche sulle linee 72 (da aprile) e 73 (da febbraio), ma non è avvenuto. Due mezzi sono stati interessati da principio d’incendio.

Tram: servizio al 51% dell’obiettivo (compensato da navette sostitutive bus). Nonostante 50 mesi di propaganda sui tram da parte del Comune, non si vedono ancora risultati, e non è nemmeno arrivato il 1° dei 60 nuovi tram ordinati ordinati (su un “contratto quadro” che prevede la possibilità di acquistarne fino a 121). Nessuna nuova tramvia è stata completata, resta sospesa nel limbo la realizzazione delle 2 tramvie Termini-TorVergata e Termini-Vaticano-Aurelio. Non si è saputo più nulla dell’Archeotram, che doveva partire entro Pasqua (20 aprile). Il tram 19 è stato limitato a Valle Giulia e non tornerà più al capolinea di Piazza Risorgimento. Ci sono state continue numerosissime limitazioni ed interruzioni del servizio per molteplici motivi e per durate variabili. Un tram della linea 8 è deragliato (in gergo tecnico “sviato”). Tutte criticità che pongono un serio interrogativo sui tram come soluzione valida per Roma.

Metro: Il servizio è andato peggio degli anni pandemici 2020 e 2021. Nel complesso ha raggiunto solo l’87% dell’obiettivo del contratto.

Metro A: continua a non raggiunge livelli di piena soddisfazione per diversi motivi. È interessata da una certa irregolarità del servizio, vari ascensori e scale mobili fermi per manutenzione ma anche per mancanza personale ATAC, tornelli guasti, problemi ai lettori di card, diverse stazioni ancora fatiscenti, oltre ad altri fattori che influenzano negativamente la percezione del mezzo, come scippi, borseggi e risse. Dal 2022 sono in corso le revisioni ai treni, in forte ritardo sul cronoprogramma, e proseguiranno almeno fino al 2028. Questo fa temere una riduzione del servizio nel 2026 e per un lungo periodo.

Metro B: il servizio è migliorato rispetto al 2024 ma è sempre inferiore rispetto all’intero decennio 2012-2021. Doveva entrare in servizio il 1° dei 14 nuovi treni ordinati (su un “contratto quadro” che prevede la possibilità di acquistarne fino a 36), ma se ne riparlerà probabilmente alla fine del 1° semestre 2026. I nuovi treni andranno prioritariamente a sostituire i vecchi convogli. Non si prevedono quindi tangibili miglioramenti per il 2026.

Metro C: servizio all’82% dell’obiettivo. Nelle intenzioni del Comune dovevano esserci strabilianti miglioramenti tali da arrivare a raddoppiare il servizio nel 2027 rispetto al 2024. Nel 2025 il servizio invece è addirittura peggiorato del -22% rispetto al 2024. In”zona Cesarini” (16 dicembre) sono state aperte le stazioni di Porta Metronia e Colosseo, con alcune problematiche riportate come scale mobili ferme e infiltrazioni d’acqua. Sui treni sono in corso le revisioni “fase1” (carrelli e ruote) e successivamente inizieranno quelle più impegnative “fase2” (revisione sulle casse). I nuovi treni inizieranno ad entrare in servizio presumibilmente da fine 2027. Non ci sono quindi motivi per credere che il servizio possa migliorare nel 2026.

Monitoraggio GPS. Dai report ATAC i km dei bus contabilizzati con il sistema GPS/AVM risultano mediamente l’88,6%. In base a questa percentuale, un utente che utilizza una sola linea bus andata/ritorno è mediamente salito su un “ghost”-bus non monitorato una volta a settimana. Una statistica inaccettabile. La percentuale di mezzi monitorati va portata oltre il 95% per essere affidabile. L’affidabilità del monitoraggio è essenziale per il buon funzionamento del MaaS, il progetto sul quale si stanno investendo vari Milioni€ di fondi pubblici.

Bonus. Una novità del nuovo contratto è il bonus “traffico intenso”, ovvero un risarcimento ad ATAC per le corse che non è riuscita ad effettuare per colpa del traffico intenso (un classico esempio sono le interruzioni delle linee tram a Porta Maggiore). Salvo errori di interpretazione del contratto, il risarcimento medio pagato dal Comune ad ATAC risulterebbe di circa 370mila€ al mese, pari ad oltre 4 MLN€ di fondi pubblici per il 2025.

Nel corso del 2025 ci sono stati 12 scioperi, per i quali l’Azienda ATAC riceve un “risarcimento” dal Comune. Tale risarcimento nel periodo 2021-2023 è stato pari mediamente a 2,3 MLN€/anno.

ANTITRUST. ATAC è finita di nuovo sotto la lente del Garante. L’Antitrust ha contestato ad ATAC di avere sistematicamente disatteso gli obiettivi di qualità e quantità del servizio bus tram e Metro, nel periodo tra il 2021 e il 2023, senza adottare misure mitigatrici e senza riconoscere ristori per i disagi. In base all’accordo, che ha evitato ad ATAC una pesante sanzione, tutti gli utenti in possesso di un abbonamento annuale valido almeno per un giorno nel corso del 2024, avranno diritto ad un rimborso pari a 5 euro, aumentato di altri 5 euro per chi abbia avuto l’abbonamento attivo almeno per un altro anno tra il 2021 e il 2023 e non abbia ricevuto un “bonus” per il periodo covid. Si ignora il nesso tra la tipologia di ristoro per i disservizi 2021-2024 e quella del periodo covid, che, tra l’altro, risale al 2020.

CONCLUSIONI. Quello che doveva essere l’ “anno uno della mobilità” è stato piuttosto un altro anno zero. Oltre ai Grandi Eventi Giubilari, Roma sta vivendo un periodo di enorme afflusso turistico, ed il trasporto pubblico risulta inadeguato alle esigenze della città. Non sarà certo un caso che il numero di autovetture private a Roma  è aumentato del +6,8% in soli 3 anni, dal 2021 al 2024, secondo i dati ufficiali ACI.

Non ci sono segnali che possano far pensare ad un miglioramento nell’immediato futuro, ed il 2026 si prospetta un anno sotto-zero. Difficile capire il criterio con cui il Comune ha fissato obiettivi che appaiono irraggiungibili, come si può vedere dal grafico sotto.

Appare ormai inevitabile intraprendere la strada della messa a gara di tutto il servizio di trasporto pubblico, suddividendolo in diversi lotti, come peraltro sta già facendo il Comune di Milano, e come hanno già fatto diverse altre città in Italia.

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