Roma sicura – Tavolo Sicurezza Stradale
Abbondantemente superati i «15 minuti» di ritardo – che a Roma dovevano essere un’unità di misura – il Presidente della Commissione Mobilità, Giovanni Zannola, ha aperto il sotto-tavolo preparatorio sulla sicurezza stradale propedeutico all’evento MobilitiAmo Roma del 1° dicembre. Zannola ha ricordato che l’evento annuale della III Commissione capitolina Mobilità nasce per illustrare i risultati ottenuti e promuovere il dialogo con la città di Roma. Quest’anno, invece di organizzare i sotto-tavoli in sessioni parallele durante l’evento stesso di MobilitiAmo, si è scelto di svolgerli preventivamente per ascoltare meglio le proposte di associazioni e territorio. Poi però annuncia che dovrà scappare per la celebrazione del “sindaco per un giorno” in onore di Carlo Verdone. Priorità, si sa. Assicura comunque che ascolterà la registrazione completa dell’incontro.
A rompere il ghiaccio è Enzina Fasano, presidente della Consulta Sicurezza Stradale, che omette la presentazione, sicura che la sua fama la preceda. Parla per venti minuti – forse di più, ma la percezione del tempo è relativa – regalando una sorta di lezione sui grandi principi della sicurezza stradale: i comportamenti delle persone, l’adeguatezza delle infrastrutture stradali, la prevenzione degli incidenti… Insomma, nulla che i presenti non avessero già sentito decine di volte. In breve, una specie di omelia inutile rispetto all’obiettivo operativo dell’incontro.
Di segno diverso (e meno male) gli interventi dei Comitati di quartiere e delle Associazioni, che in modo molto più conciso e concreto mettono sul tavolo le richieste e i dolori cronici della città. Non è il caso di riportarne qui l’elenco – tanto il consigliere Zannola ci ha assicurato che ascolterà tutta la registrazione dell’incontro – ma credo sia utile accennare alcune richieste ricorrenti:
- Serve una strutturata campagna di educazione stradale nelle scuole e sui social media
- È necessario coinvolgere anche i Comitati che vivono il territorio nella progettazione e modifica delle infrastrutture stradali
- Sono necessari interventi mirati per la riduzione della velocità di alcune strade
- Basta rimpalli tra Comune e Municipi quando si devono decidere interventi sulla viabilità, serve maggiore chiarezza – anche all’interno degli stessi uffici – rispetto alle reciproche competenze.
Una menzione speciale merita l’intervento di Jacopo di Paolo, dell’associazione Disabili visivi, che descrive una situazione a Roma «altamente pericolosa» per chi ha disabilità visive o motorie: attraversamenti dissestati, percorsi tattili inadeguati o non manutenuti, scorrettezze degli automobilisti. Un problema che concerne non solo la sicurezza, ma l’accessibilità della città in senso generale.
Tra gli intervenuti, l’ing. Fabrizio Benvenuti, di Roma Servizi per la Mobilità, che ha richiamato le principali cause degli incidenti gravi a Roma: velocità eccessiva; scarsa visibilità reciproca dovuta alla disordinata gestione degli spazi; uso di telefono, alcol o sostanze alla guida. Pur riconoscendo il ruolo fondamentale dell’educazione stradale, per ridurre i rischi nel breve periodo servono sanzioni e controlli.
Sulla stessa lunghezza d’onda è stato l’assessore Pietrosanti, intervenuto da remoto verso la fine dell’incontro: le esperienze e gli studi di altre città come Bologna – ha ricordato – mostrano che serve un impianto sanzionatorio importante e l’istituzione di zone 30 km/h per diminuire incidenti e mortalità.
L’incontro aveva l’obiettivo di raccogliere idee dal territorio. Ma la sensazione finale è che il percorso dell’amministrazione sia già scritto, e che i contributi dei partecipanti finiranno nello stesso luogo dove finiscono spesso le buone intenzioni sulla mobilità romana: in un cassetto, in attesa di tempi migliori.

